FREEBIKE NELLA BUCA DEL FAGIANO

Scritto da Tebo on .

 

CAMPIGNA - VALLE DELL'OIA

Scritto da Paolino on .

La maledizione di Tutankamon che da diversi mesi grava su Premilcuore impedendoci di andare in loco con le nostre ruote grasse non ha lo stesso effetto sulla Campigna. Oggi, 28 agosto, splende un sole brillante quando alle 9 del mattino ci ritroviamo a Corniolo. Come accade da diverso tempo, anche oggi abbiamo graditi ospiti: Carletto e Gilberto. Per Freebike sono presenti: Bobo, Leo, Sauro ed io. Ad andatura tranquilla, ci inerpichiamo fino al paese di Campigna lungo la statale bidentina: 9 km per superare i primi 400 metri di dislivello.La seconda trance altimetrica ne misura altrettanti, ma in 3.3km di ghiaia e sterrato del Fosso Abetio; e qui si cambia musica (e pendenza). Tiriamo il fiato con una sosta per il rifornimento acqua al rifugio Beppe (località Fangacci). Siamo tutti reduci dalla DSB ed ognuno narra la propria esperienza, con tanto di tempo al cronometro.Tutti hanno percorso la lunga, tranne me, con tempi che vanno dalle 7 ore e 50 di Leo alle 9 ore e mezza di Bobo. E Gilberto? Quanto ci avrà messo? Udite udite: appena 6 ore e 10 !!! Quindi la gita odierna per lui equivale ad una passeggiata in centro per un caffè. Raggiunto Poggio Sodo dei Conti (base militare), proseguiamo per la vetta della Romagna: il Monte Falco con i suoi 1658 metri. Dal ben noto parapetto, la vista verso la piana del Mugello è sempre prodiga di emozioni, con il primo piano su Castagno d'Andrea, S.Godenzo ed il Passo del Muraglione. Dopo un veloce e piacevole saliscendi lungo il crinale, ci attende il "muro" per la cima del Monte Falterona. Qui non ci sono rampichini che tengono e si può solo scegliere se spingere la bici o caricarsela sulla schiena. La fatica è però ricompensata dalla vista sulla piana del Casentino e sui monti del Pratomagno. Finalmente la prima discesa suddivisa in due tronconi; la prima parte stetta e ripida, a gimcana tra gli alberi. All'inizio della seconda ci sarebbe un bivio al quale dovremmo decidere tra due percorsi alternativi. Ma il buon Carletto ha scelto per tutti: la vena non gli si è chiusa ma bensì "murata", lui manco si è accorto che c'è un bivio. E col piglio tipico di chi è sponsorizzato dalla Red Bull, si è gettato a capofitto verso Capo d'Arno. Quando lo raggiungiamo, nemmeno "la cazziata" del sottoscritto serve a farlo scendere coi piedi per terra: anzi, in preda all'estasi del discesista, dichiara di amarmi. Aiuto!!! Ora il sentiero si allarga e quest'ultimo tratto prima delle sorgenti dell'Arno si rivela una vera goduria. Alla sosta non manca nulla: merenda, acqua pura, targa con versi di Dante tratti dalla Divina Commedia, nonchè alcuni fotonici fondoschiena di graziose escursioniste. Quale migliore esordio in appennino anche per l'ottimo Gilberto che si sciacqua gli occhi dopo essersi rivelato anche un egregio discesista. Adesso ci attende il lungo ritorno al Passo della Calla, dal quale ci separano circa 15 km, tra sterrato e strada inghiaiata. Da Poggio Garbello al Passo del Giogarello, incrociamo diverse volte il tracciato in preparazione della mitica Straccabike. Pure le salite più lunghe prima o poi finiscono. Ora dal Passo della Calla a Corniolo ci attendono 700 metri di dislivello in discesa attraverso alcune delle zone più belle delle nostrane foreste. Il primo tratto ci conduce alle Cullacce (1000 m); siamo sulla verticale di Poggio Scali ma 500 metri di quota più in basso. Siamo arrivati qui con un lungo traverso a mezza costa parallello al crinale, attraversando una faggeta che per bellezza e preziosità naturalistica nulla ha da invidiare alla riserva integrale di Sasso Fratino. Ed è anche una entusiasmante discesa, testimoniata dalla generale "gasatura" del gruppo. Percorso circa un chilometro in falso piano si riparte in picchiata verso il rifugio Ballatoio: la pietraia che lo precede ci vede impegnati in diversi numeri da circo in equilibrio precario sui pedali. Poi il tracciato si fa più scorrevole e godereccio fino ad abbassarsi con alcuni stretti tornanti al livello di un torrente che attraversiamo su un grazioso ponticello di legno nuovo di zecca, da poco costruito dalla Forestale. Una leggera salita ci porta all'abitato di Ca' Fiumari, 700 metri di quota. L'utima discesa è lungo la strada forestale della Lama fino alla statale, a pochi passi dalle auto. Accompagnati da un'ottima giornata estiva, ancora una volta le nostre ruote grasse hanno solcato i monti dell'appennino; ed altre entusiasmanti avventure ancora ci attendono. FREEbike FOR EVER, amici!!!!